Quattro Omaggi
Quattro diversi sentimenti hanno guidato la realizzazione di questi brani: la meditazione a cui
una persona si puo' e si deve dedicare nel momento in cui ha o trova il tempo di ascoltare se stessa; il
compiacimento di essere cio' che si e' in un particolare istante del vivere quotidiano; il vivere un sentimento
intenso provocato contemporaneamente dalla presenza nel cuore dell’immagine della bellezza e dalla nostalgia che
questa genera nel momento in cui abbiamo bisogno che la sua immagine si trasfiguri in realta' concreta;
la sperimentazione dell’estemporaneita' come atto creativo in cui liberare in modo viscerale la propria energia.
Data la diversita' delle situazioni che hanno presieduto alla genesi di questi brani, ne puo' benissimo conseguire
che essi non si trovino in stretto rapporto l’uno con l’altro ne', tantomeno, che essi costituiscano un’opera
unitaria. Tuttavia sono stati riuniti nell’intento di tracciare un percorso che dalla contemplazione, attraverso
la riflessione e la ricerca, si sposti in direzione dell’improvvisazione, intesa come atto finale nel quale cio'
che e' stato compreso mediante la meditazione, venga esternato nell’impeto di un gesto immediato ed energico.
Il termine “omaggio” non va inteso come atto attraverso il quale io abbia voluto riproporre un particolare stile
compositivo, quanto piuttosto come ringraziamento verso un particolare tipo di sentimento che mi lega a certe
figure del mondo musicale, piuttosto che ad altre. Ho voluto cercare di capire cosa mi comunicasse la loro arte,
quali fossero i loro sentimenti e il loro modo di cogliere il significato del mondo. Ho filtrato cosi' la loro musica
attraverso il mio essere e ho ridato alla luce le sensazioni provate attraverso nuova musica.
Tutto cio' mi porta a credere che sia necessario, (in un periodo in cui la sensibilita' comune e' diventata tanto rozza
che quanto, ancora non molto tempo fa, faceva dell'arte vera arte non e' piu' sentito come tale), andare di nuovo
alla scoperta del bello, e cercare in ogni forma artistica quella poesia che congiunge l'uomo con gli dei che
l'hanno creato.
Con i nostri pensieri siamo giunti al massimo dell'astrazione, al cadavere del mondo spirituale, trattiamo l'arte
come il chimico o il fisico trattano la materia, lasciandola vincolata allo spazio e al tempo, senza che questa
riesca a creare pensieri validi per l'eternita'.
La vera poesia, la vera arte, nasce quando superiamo l'attimo, afferrandolo nella sua eternita'.
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