Eud Eires

I precetti fondamentali della musica contemporanea tendono a porre in secondo piano la presenza dell’ispirazione all’interno del processo compositivo e danno piuttosto massima rilevanza alla capacita' di saper creare una forma all’interno della quale poter sviluppare gli elementi tematici. E chi si mettesse ad analizzare questa composizione riscontrerebbe sicuramente una forte coerenza tematica associata ad una struttura formale articolata e compiuta. Naturalmente, ad un occhio esterno, quale solo puo' essere quello di chiunque non abbia partecipato all’atto creativo del pezzo, la cosa non puo' che apparire in questi termini. L’unico a cui spetti la facolta' di chiarire quale sia stata la scintilla che abbia consentito di creare questo brano e' il compositore stesso.
Ritengo che attraverso una tale concezione contemporanea della genesi e del concepimento dell’opera d’arte, non si faccia altro che completare quel processo di assoluta materializzazione che riguarda il destino a cui sembra rivolta l’intera umanita' odierna. Si sta tentando di togliere anche all’artista la facolta' di far sgorgare sentimenti che nascono nel profondo grembo dell’universo, in virtu' di una presunta capacita' di evincere gli stessi da un procedimento logico stabilito a priori, nel quale la regola domina incondizionatamente. In tal modo l’artista vincola se medesimo a dottrine particolari che egli stesso detta. Tuttavia, il processo di autodeterminazione e di autonomia non si esplica in un atto attraverso il quale l’individuo si rende schiavo di cio' che egli stesso ha deciso, ma in un libero e spontaneo conformarsi della propria volonta' e della propria persona ad una legge universale.
Non vi e' dubbio che una delle leggi che governa l’universo sia quella secondo la quale ad ogni causa corrisponde un effetto. E l’artista che cerca con la mente e con lo spirito ha, quale effetto naturale del suo indagare, quello di essere ispirato. Tutto nasce da un intuizione. E' questo l’embrione da cui poi si genera l’opera d’arte, in esso sono gia' contenute tutte le informazioni che la faranno crescere. Il resto non e' altro che un guardarsi intorno e descrivere il mondo da questo generato. Come nel dna sono contenute, secondo strutture ben determinate, tutte le informazioni che danno origine all’individuo, senza che per questo, il dna venga a coincidere con l’individuo stesso, allo stesso modo, l’intuizione porta in se' tutto quanto si esplicitera' nell’opera d’arte, una volta che questa sia stata terminata, senza che la stessa sia una sorta di fotocopia ingrandita dell’idea originale. E' cosi' che da una cellula tematica iniziale si aggregano via via altre cellule che da questa dipendono direttamente e il tutto si sviluppa secondo una struttura che completa, di volta in volta, le funzioni dell’organismo che sta prendendo corpo. L’artista filtra attraverso il proprio essere il materiale musicale e plasma contenuto e forma secondo la propria sensibilita', ma ogni nota non puo' altro che riconoscere la propria diretta conseguenza nella successione delle note che la precedono e ogni sentimento nuovo non si originera' che per effetto o per opposizione di quelli appena passati.
Non si tratta percio' di prediligere la forma al contenuto o viceversa, quanto piuttosto di far si che entrambe nascano contemporaneamente da un intuizione e che una giusta sinergia le faccia crescere di pari passo.
Solo chi non ha sperimentato in prima persona questo tipo di esperienza puo' dimostrarsi scettico nei confronti di tali affermazioni, ma l’invito e' quello di cercare in modo spregiudicato, in questa direzione, per poi cogliere quei frutti di cui prima si era negata l’esistenza.

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