Quadri
Fractal.
Questi quadri possono essere assimilati alla struttura di un pezzo minimalista. Due note, il Do e il Fa,
danno vita ad una struttura che da semplice diventa sempre piu' complessa. Si passa cosi' dalle due note
fondamentali ai loro sottomultipli, ossia ai loro armonici fondamentali.
Piu' il modulo iniziale si rimpicciolisce, piu' la struttura diventa complessa. Piu' armonici si generano,
piu' si amplia il materiale sonoro utilizzato.
La figura iniziale moltiplica se stessa in una germinazione continua e tendenzialmente infinita creando
ritmi sempre differenti. Solo il limite del quadro e l’impossibilita' pratica di poter tecnicamente proseguire
l’opera frena la sua moltiplicazione esponenziale. Allo stesso modo la struttura musicale si espande dando vita
a sovrapposizioni tematiche e a combinazioni poliritmiche differenti e tendenzialmente infinite.
Solo la necessita' di dover inquadrare l’opera in uno spazio temporale determina la necessita' di limitare il
numero delle combinazioni possibili. Ma non e' detto che la partitura non possa sopperire a questa esigenza
facendo in modo che la scrittura musicale determini di volta in volta un’esecuzione differente.
Ecco che il quadro si trasforma in un opera in continua evoluzione e la musica si presta a spiegarne
l’essenza di per se' infinita. Musica e pittura convergono ancora una volta nell’intento di spiegare e di
rendere emozionalmente esperibile l’archetipo che le ha generate.

