Quadri
2 o 3 dimensioni?
Cerco la possibilità di organizzare lo spazio in modo tale che la
bidimensionalità e la tridimensionalità nascano , non tanto da un
particolare effetto prospettico, quanto piuttosto dalla volontà di
mettersi in relazione con la figura che si ha di fronte.
Questa dovrà trovarsi a metà strada tra la 2° e la 3° dimensione,
in modo tale che l’individuo decida a quale di queste essa appartenga,
non essendo propria, di fatto, nè della prima , né della seconda.
Affinché ciò accada è necessario mettere in relazione il concetto
di spazio con quello di tempo, inteso come momento necessario al fine
di meditare intorno alla dimensione in cui si colloca la figura che
stiamo osservando.
Chiamo dunque queste opere MEDITAZIONI perché il loro scopo è
quello di indurre a meditare intorno alla relazione che intercorre e
correla lo spazio con il tempo.
Mentre le figure vivono nello spazio, il suono vive nel tempo. È
possibile creare effetti bidimensionali e tridimensionali dal punto di
vista sonoro? Quando questo si verifica? Quali relazioni si possono
stabilire tra una figura che non occupa una precisa dimensione
spaziale e una partitura che deve esprimere questo concetto?
La musica dovrà essere scritta in maniera tale da creare una certa
differenza tra espansione frontale e penetrazione orizzontale del suono.
Il suono occupa sia il tempo che lo spazio. Il primo evento è
svincolato dal secondo quando le note scorrono senza enfasi, piatte e
naturali, senza coinvolgimenti emotivi, descrivendo linee e piani che
giacciono tutti su una sola dimensione: quella della frontalità del
suono. Il secondo evento si genera quando le note, acquistando corpo,
pathos e profondità, conquistano lo spazio, rendendolo parte del tempo.
Dall’ascolto si potrà così meditare sul senso del suono in
relazione allo spazio e non solo in relazione al tempo e potremo così
chiederci in quale dimensione esso si trovi: se in quella che
temporalmente ci fa fruire dell’evento musicale a livello solamente
uditivo, o in quella che spazialmente ci fa vivere il suono come
momento di piena partecipazione, sia uditiva che corporeo-spirituale.
Il suono si impossessa dello spazio e le figure si muovono nel
tempo. Le due dimensioni, (suono/forma o spazio/tempo) si
trasformano correndo l’una verso l’altra senza però mai raggiungersi e
diventando così altro da sé: una dimensione nuova che esiste
solamente in quanto intuita, poiché meditata.







